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Settore Nuoto Pinnato

Il Pinnato può sembrare un doppione del nuoto, ma non lo è. Nasce tra i due conflitti mondiali negli ambienti militari e in seguito si sviluppa come specialità sportiva tra i praticanti della pesca subacquea per l’affinità dell’attrezzatura utilizzata (maschere e pinne). L’evoluzione della tecnica e delle attrezzature hanno assolutamente differenziato le due specialità, tanto da renderle incompatibili tra loro.

Nei tempi antichi l’uso di pinne fatte con larghe foglie, nasce dalla necessità di un ausilio all’attività dei pescatori in apnea per facilitare e prolungare l’attività sott’acqua. L’uso e la nascita delle pinne in gomma avviene per scopi militari durante la seconda guerra mondiale.

La tecnica delle due pinne e aeratore laterale si è evoluta negli anni passando dalle pinne in gomma a quelle in fibra di vetro, più scattanti e performanti, per giungere all’attuale monopinna.

Questa ha ormai soppiantato l’uso delle bipinne nelle competizioni ad alto livello per l’evidente vantaggio che offre la nuotata con un movimento simmetrico e sinuoso, permettendo un’alta velocità di percorrenza delle distanze di gara.

L’avvento della monopinna, la cui evoluzione oggi comporta l’utilizzo di materiali sofisticati, ha sancito anche il definitivo divorzio dal nuoto, interessando fasce muscolari completamente diverse e utilizzando tecniche di allenamento specifiche: il movimento è assai spettacolare e si avvicina a quello del delfino: le braccia sono distese in avanti per avere il massimo della idrodinamicità, la respirazione avviene attraverso un boccaglio posto frontalmente e le gambe si muovono in fasi ascendenti e discendenti, la cui spinta è paragonabile a quella di un fuoribordo di due cavalli.

Negli Stati Uniti, sulla costa orientale, la monopinna viene utilizzata per giochi acquatici di velocità e di elevazione (un buon pinnatista può staccarsi dalla superficie dell’acqua per oltre due metri in verticale).

L’Italia ha sempre vantato una grande tradizione del nuoto pinnato. Dal 1967 ai giorni nostri gli atleti azzurri hanno conquistato numerose medaglie agli Europei e ai Mondiali nelle diverse distanze.

Il nuoto pinnato si divide in nuoto pinnato in superficie, nuoto pinnato in apnea, velocità subacquea (con utilizzo di bombole) e orientamento.

Le competizioni si organizzano su tre specialità con distanze e prove divise per categoria e sesso.

La velocità in piscina, il fondo in acque libere e l’orientamento in acque libere.

In piscina le distanze sono catalogate come velocità in superficie mt. 50, 100,200,400, staffetta 4xl00, 4x200, velocità prolungata 800 e 1500, apnea 50 mt., velocità subacquea 100 vs, 400 vs, 800 vs.

Il fondo si svolge in acque libere (mare, fiume e laghi) e si divide in mezzo fondo (4000 mt.) fondo (8000 mt.) e gran fondo. Anche l’Orientamento si pratica in acque libere con specialità quali slalom, monk, ricerca, richiede una notevole specializzazione e per questo motivo è praticato da un ristretto numero di persone.

Sia il fondo che l’orientamento, entrambi praticati in acque libere, permettono una simbiosi con la natura facendone attività strettamente legata all’ecologia.

Il nuoto pinnato a livello competitivo nasce negli anni ‘50; il primo Campionato europeo ufficiale si svolge nel 1969 in Italia, mentre il primo campionato mondiale è del 1976 ad Hannover.

Il nuoto pinnato è oggi praticato da 51 nazioni aderenti alla CMAS (Confederation mondiale des activites subaquatiques) e in Italia è rappresentato dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee.

Nel programma dei Giochi del Mediterraneo di Bari del 1997, è stata inclusa questa specialità, quale primo passo verso l’inserimento del nuoto pinnato nel programma olimpico cui la disciplina già da tempo aspira, dopo l’avvenuto riconoscimento da parte del CIO nel 1986.

Censimento pescatori ricreativi e sportivi D.M. 06/12/2010 Censimento pescatori ricreativi e sportivi D.M. 06/12/2010


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