|
Settore Acque Marittime
L’attività della pesca sportiva
in mare coinvolge, per facilità di approccio e per varietà di
tecniche di pesca, un numero mai quantificato, ma sicuramente
elevatissimo, di appassionati di tutte le età. Si è
ripetutamente parlato di un loro censimento per meglio
comprenderne il fenomeno e la sua gestione.
Erroneamente, la vecchia legge
vigente considera pesca sportiva tutto ciò che non è pesca
professionale. Un peccato originale che mette in discussione i
comportamenti del vero pescatore sportivo. In un simile quadro,
l’impegno della Federazione, mentre è ispirato alla
programmazione e alla valorizzazione agonistica del complesso
delle discipline che compongono il settore Acque Marittime,
tende a svolgere il suo ruolo naturale, non solo
rappresentativo, ma soprattutto attivo, in difesa della
categoria e delle risorse marine.
Prescindendo
ora dall’illustrare gli aspetti politici di questo impegno,
emerge comunque l’interesse sempre più crescente che lega
l’attività della Federazione, agonistiche e non, alla
disponibilità di impianti. Impianti sono i campi di gara a terra
(anche se non modificabili), le sedi nautiche, i pontili, i
campi di lancio tecnico, le zone di sviluppo e tutela della
fauna marina.
Le difficoltà a volte
insormontabili per l’ottenimento di concessioni, per l’utilizzo
e la valorizzazione degli impianti esistenti, frenano
enormemente non solo le attività ufficiali promosse annualmente,
ma anche i progetti di sviluppo.
E’ ricorrente l’indisponibilità
di campi di gara (dighe o spiagge) dovuta a ordinanze che non
trovano omogeneità di applicazione fra un compartimento
marittimo e un altro o applicate in modo molto restrittivo.
Deve essere qui ricordato che
sono centinaia le società di pesca sportiva, i club nautici e le
sezioni della LNI, affiliati alla FIPSAS, che in sede locale
hanno ottenuto in concessione arenili, superfici e strutture
portuali, specchi acquei.
Ormeggi, rimessaggi, stazioni di
radio ascolto, fanno parte di un aspetto organizzativo a terra
di sicurezza in mare, di inestimabile valore socio-sportivo per
le decine di migliaia di pescatori che già praticano la pesca
con la barca o che intendono praticarla. Un censimento di tali
strutture non è stato ancora effettuato, ma dovrà esserlo al
fine di avere a disposizione preziosi dati di conoscenza e di
divulgazione, nonché di indicazione su possibili aree di
intervento. Anche il settore Acque Marittime, dunque, guarda con
nuove prospettive organizzative al settore dell’impiantistica
per farne la scommessa del 2000.
Per quanto attiene le attività
sportive promosse e organizzate dalla Federazione nello
specifico
settore, in concorso con le proprie sezioni provinciali e
società affiliate, molti passi in avanti sono stati compiuti in
questi ultimi anni, migliorandone gli aspetti normativi e le
formule di svolgimento, ma soprattutto dilatando le attività
stesse.
Alla tradizionale specialità
della pesca con canna dalla riva, al bolentino, alla traina
d’altura, si sono via via aggiunte nel tempo la pesca da
natante, la traina costiera, il drifting, il surfcasting e molto
recentemente, il long casting e il lancio di precisione.
Ai campionati italiani delle
varie specialità, tutti programmati in più prove e per alcuni di
essi in più sedi, si accede attraverso meccanismi di selezione
provinciale o regionale.
Tutte le suddette discipline
hanno uno sbocco internazionale che porta le squadre nazionali a
disputare campionati europei, campionati mondiali e tornei
inseriti nel calendario ufficiale della Fips/Mer, la Federazione
internazionale aderente alla CIPS (Confederation internationale
de la Pêche Sportive).


Ai club azzurri e ai rispettivi
direttori tecnici è affidato il compito di selezionare e
preparare le rappresentative azzurre che, sia detto per inciso,
sono tra le più competitive e articolate dall’interno agone
internazionale.
La
vetrina del settore Acque Marittime non può non dirsi completa
senza porre nella giusta evidenza l’impegno posto nel promuovere
l’attività in favore del settore giovanile. L’aspetto
educativo-formativo e quello tecnico agonistico sono alla base
del programma federale. Partendo dallo stato iniziale di
promozione rappresentato dai Cas nell’ambito dei quali è
sviluppato il concetto del crescere giocando, il passaggio
successivo sono le scuole federali di pesca.
I corsi svolti dalle scuole
mirano a trasmettere al ragazzo le più elementari nozioni
tecniche di pesca, unitamente a importanti aspetti formativi e
comportamentali. Per facilitare l’apprendimento, il Comitato di
settore ha realizzato unitamente al Consiglio federale, un
efficace testo didattico finalizzato alle scuole, ma che può
essere utile strumento di apprendimento per chiunque intenda
avvicinarsi allo sport della pesca in mare. L’insegnamento nelle
scuole è affidato a istruttori federali preparati e selezionati
in corsi appositamente organizzati dalla Federazione.
Il terzo passaggio introduce i
giovani al rapporto associativo e all’approccio agonistico.
L’attività sociale, la partecipazione alle selezioni provinciali
aprono alle categorie ragazzi e juniores l’accesso alle
specifiche finali di campionato italiano e, da ultimo, alla
squadra nazionale di canna da riva e di surfcasting. |